Il Padre Maestro S. Francesco Antonio Fasani nacque a Lucera da Giuseppe e Isabella Della Monica in un umile terraneo di via Torretta il 6 agosto 1681. Bracciante potatore era il padre, intelligente e accorta casalinga la madre, entrambi molto religiosi.
Battezzato coi nomi di Donato, Antonio, Giovanni, Nicolò, Giovanniello crebbe tra le particolari cure della madre, che lo avviò alla preghiera e alla fede. Dopo aver frequentato le scuole nel vicino convento di S. Francesco, il ragazzo decise di vestire il saio dei minori conventuali; passò quindi a Montesantangelo (1695) per il noviziato e vi prese i voti (23.8.1696) col nome di Francesco Antonio. Proseguì gli studi liceali a Venafro, Alvito e Montella, compì il biennio di filosofia ad Aversa e gli studi teologici a Napoli e ad Assisi, conseguendo la laurea in Sacra Teologia nel 1703.
Il 19 settembre 1705 fu ordinato sacerdote in Assisi e due anni dopo fu inviato a svolgere il suo magistero, con l’incarico di lettore di filosofia nel ginnasio del convento di Lucera. Il 27 giugno 1709, al termine di un triennio di studi magistrali, conseguì a Foggia il dottorato in sacra teologia, ottenendo il titolo di “Padre Maestro”. Negli anni 1709-1712 dimorò nell’eremo di S. Rocco presso Alberona.

La sua vita fu caratterizzata da un eccezionale apostolato di carità, che lo portava a dividersi tra l’insegnamento della dottrina cristiana e i poveri, i carcerati e i condannati a morte, tanto che già in vita, per i molti prodigi operati, era ritenuto in odore di santità. Ardente e dotto predicatore, scrittore, docente, sacerdote, confessore e penitente instancabile, il Fasani fu preside e poi rettore del Collegio di filosofia, guardiano e Ministro provinciale (1720-23). Da tutti era ascoltato e apprezzato, riuscendo con la sua fede a scuotere cuori induriti nel peccato e a portare sollievo e speranza. Altrettanto ardente fu nell’amore di Dio e del prossimo: pregava e si prostrava per lunghe ore, cadendo in estasi davanti a Gesù Sacramentato e davanti alla statua dell’Immacolata, da lui commissionata al grande scultore napoletano Giacomo Colombo.
Morì il 29 novembre 1742 e fu sepolto nella sua chiesa di S. Francesco, che tanto aveva contribuito a restaurare, rimodernare ed arricchire, accanto alla porta che mette in comunicazione la chiesa con la Cappella dell’Addolorata.
I processi canonici per il riconoscimento delle sue virtù furono celebrati dal 1746 al 1765 e ripresero nel 1830. Il 21 giugno 1891 papa Leone XIII lo dichiarava Venerabile. La sua causa di beatificazione si concluse positivamente il 15 aprile 1951, sotto il papa Pio XII. Da allora i suoi resti sono custoditi in un’urna posta sotto l’altare maggiore della chiesa, dove attesero per 35 anni la canonizzazione, avvenuta ad opera di S. Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986. L’anno dopo lo stesso pontefice, nel corso della sua visita apostolica in Capitanata, il 25.5.1987 sostò in preghiera sulla tomba del Santo.
Nel pubblico giardino accanto alla chiesa di S. Francesco, intanto, i fedeli avevano già fatto erigere (13.6.1983) un sobrio monumento bronzeo al Santo lucerino, opera dello scultore Domenico Norcia, sul posto dov’era il monumento di Ruggero Bonghi, trasferito di fronte al Convitto Nazionale.
Con decreto del 25 gennaio 2001, mons. Francesco Zerrillo, Vescovo di Lucera-Troia, elevava la chiesa di San Francesco d’Assisi a Santuario Diocesano sotto il titolo di “San Francesco Antonio Fasani”. Questo, il 21 novembre 2008, nell’ambito del Progetto di valorizzazione dell’UNESCO “Heritage for a Culture of Peace”, era dichiarato “Monumento Testimone di una Cultura di Pace”.
Dopo 144 anni, il 16 novembre 2010, la cella in cui il Santo visse per 35 anni ed esalò l’ultimo respiro è tornata a far parte del convento lucerino.
L’11 maggio 2012 al Santuario è stato infine concesso il titolo di Basilica minore. La cerimonia di proclamazione avvenne il 29 novembre 2012 alla presenza del cardinale Giuseppe Bertello.
Nel 2014, su richiesta del Consiglio di coordinamento delle confraternite diocesane, il vescovo della Diocesi Lucera-Troia, mons. Domenico Cornacchia, dichiarava il Fasani protettore particolare delle Confraternite diocesane e l’anno successivo il Santo veniva proclamato compatrono e protettore speciale di Lucera.

(a cura di Massimiliano Monaco)