Frate Giuseppe Maria RUGILO, Amministratore Apostolico della Diocesi di Lucera (1780-1789)

Frate Giuseppe Maria RUGILO, Amministratore Apostolico della Diocesi di Lucera (1780-1789)

Mons. GIUSEPPE MARIA RUGILO da Potenza, frate minore conventuale († 25 marzo 1789, quasi settantenne)1

Amministratore Apostolico della Diocesi di Lucera dal 1780 al 1789

 

Le informazioni su Giuseppe Maria Rugilo provengono dai Regesta Ordinis dei Ministri Generali, conservati presso l’Archivium Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali nel Convento dei “SS. XII Apostoli” in Roma (Regesta Ordinis Ministrorum Generalium ab a. 1488 ad a. 1972, voll. 1-88, Fondo manoscritti, serie 2. A; d’ora in poi ROMG), e da Domenico Sparacio, Gli studi di storia e i minori conventuali, in “Miscellanea francescana”, XX (1919), fasc. V-VI, pp. 111a-112a, dove si legge: «ho creduto trovare saldo fondamento principalmente nei Regesti dell’Ordine, o Protocollo degli atti ufficiali; e di essi ho fatto larghissimo uso, quantunque non sempre li cito, per amore di brevità» (ivi, fasc. I-IV, p. 5a).

 

245 anni fa, nel luglio 1780, Mons. Giuseppe Maria Rugilo, frate minore conventuale, iniziava il servizio di Pastore della Diocesi di Lucera: «la Chiesa (di Lucera) affidatagli, la governò con funzione di Amministratore Apostolico»2, nel periodo dal 1780 al 1789, incarico ricevuto dal pontefice Pio VI (1717 – pontificato 1775 – 1799).

I Regesta Ordinis, vol. 78 f. 55, Fondo mss. serie 2. A, generalato di frate Giancarlo Vipera da Viterbo aa. 1777-1783, ci trasmettono quanto segue:

«Il 18 luglio 1780 era stato preconizzato vescovo di Lucera, ma non fu consacrato per il veto posto dal Re che attribuiva a sé il diritto di nomina»3.

Ciò avvenne nonostante papa Pio VI avesse già proceduto alla provvista canonica della sede vacante, preconizzando mons. Giuseppe Maria Rugilo quale vescovo della diocesi di Lucera. Tuttavia, non avendo egli ricevuto la consacrazione episcopale entro il termine prescritto, l’ufficio episcopale decadde ipso iure dopo tre mesi, in conformità a quanto stabilito dal canone 2 della sessione XXIII del Concilio di Trento, disposizione espressamente richiamata da papa Benedetto XIV nella lettera In postremo, § 2, del 20 ottobre 17564.

È interessante che, all’indomani della nomina di Mons. Giuseppe Maria Rugilo da parte di Pio VI alla sede episcopale di Lucera, vacante dal 1776 per la morte di Mons. Foschi, il canonico Domenico Giordano, del clero lucerino e dichiaratamente filoborbonico, nel gennaio 1777 non esitasse a rivolgere al re Ferdinando IV una supplica (conservata monca) – con molta probabilità finalizzata a proporsi come candidato alla nomina di vescovo regio – nella quale sollecitava una linea d’azione più risoluta e aggressiva da parte dei suoi ministri presso la Sede Apostolica, in risposta alla decisione dello stesso pontefice.

«Dalla Corte di Roma fu commesso l’attentato di provvedere di fatto quella Chiesa [Lucera] nella vacanza seguita per la morte di monsignor Foschi e dalla Maestà Vostra si diede ordine all’Ill.mo Cappellano Maggiore di dover nominare alla Maestà Vostra tre probi soggetti affinché la Maestà Vostra ne possa sciegliere uno per istituirlo a quella chiesa. Intanto la chiesa vaca tuttora e la corte di Roma dalla sospensione dè giusti mezzi dei Vostri Ministri piglia maggior animo» (manca il seguito)5.

In ogni caso, per quanto concerne la diocesi di Lucera, Pio VI aveva deciso in favore della preconizzazione di mons. Giuseppe Maria Rugilo, il quale, da parte sua, aveva accettato l’incarico pastorale in fase di designazione. Sulla questione si esprime l’erudito e storiografo minore conventuale Nicolò Papini Tartagni, il quale osserva che Rugilo:

«fu soltanto Amministratore della sua Chiesa [di Lucera], e la preferì all’Arcivescovato di Bari che gli fu conferito dal Re».

A tale testimonianza si aggiunge quella dello storico Domenico Sparacio, anch’egli frate minore conventuale, che precisa:

«Certamente! l’Arcivescovato di Bari (e sarebbe stato facile l’ottenerne il consenso da Roma, essendo esso di Regia nomina!) sarebbe stato più attraente e più remunerativo del Vescovato di Lucera; ma il nuovo Pastore preferì il suo gregge, affidatogli dal Papa, a quello che non era suo, a cui poteva dar diritto l’influenza regale […]. Morì, il buon Pastore, il 25 marzo 1789, quasi settantenne, lasciando profondo rimpianto e grande desio di sé nel suo amato gregge, nel Convento di San Lorenzo in Napoli, dove spirò, e in tutto l’Ordine»6.

Presso la Biblioteca Comunale “Ruggero Bonghi” di Lucera è conservato il tomo IV del Bullarium Franciscanum, appartenente alla serie dei quattro volumi che, fino al 1809, facevano parte del patrimonio del convento “San Francesco d’Assisi” dei Frati Minori Conventuali di Lucera. L’opera, iniziata da frate Giovanni Giacinto Sbaralea (†1764), su incarico del Ministro Generale Andrea Rossi da Pesaro — il quale lo nominò cronista e storiografo dell’Ordine (1766) — fu poi continuata e data alle stampe nel 1768 da G.M. Rugilo. A tal fine, la S. Congregazione della Disciplina dei Regolari gli concesse tutte le necessarie facoltà:

«Il giorno 1° marzo 1766. Furono spedite le lettere patenti (documento ufficiale aperto, riconoscibile pubblicamente e destinati a notificare la nomina), con le quali fu istituito e dichiarato continuatore del Bullarium Franciscanum e cronista e storiografo generale dell’Ordine il Reverendissimo Padre Maestro Giuseppe Rugilo Segretario e Assistente Generale dell’Ordine, con ampiezza di facoltà pertinenti a questo incarico… avvalorato anche da un indulto della Sacra Congregazione della Disciplina dei Regolari» (Regesta Ordinis, vol. 75 f. 11, Fondo mss. serie 2. A, generalato di frate Andrea Rossi da Pesaro, aa. 1777-1783).

Inoltre, sempre nella Biblioteca Comunale “Ruggero Bonghi”, altre due opere di Mons. Rugilo:

  • Vita del venerabile padre Bonaventura da Potenza minore conventuale scritta da F. Giuseppe Maria Rugilo dell’istess’ordine. Dedicata all’eminentissim. e reverendissim. principe Antonino Cardinal Sersale arcivescovo di Napoli (Napoli 1754).
  • Il Salterio Davidico e l’interpetre cristiano concordemente espressi in ampia poetica-lirica italiana parafrasi illustrata da preliminari, argomenti, … Opera di M. Rugilo minore conventuale…, 5 Tomi (Napoli 1785-1788).

 

SCHEDA BIOGRAFICA 7 

Nato a Oppido Lucano (PZ) – La data di nascita resta incerta. L’unico elemento attendibile è che, al momento della morte — avvenuta il 25 marzo 1789 — aveva quasi settant’anni. Priva di fondamento documentario è l’indicazione dell’anno 1722, riportata da C. Minieri Riccio nelle Memorie storiche degli scrittori nati nel regno di Napoli (Napoli, 1844, p. 312).

25 maggio 1747 – Baccelliere di convento (ROMG vol. 71 f. 4)

12 febbraio 1748 – Napoli: laureato (ROMG vol. 71 f. 178) e Lettore di Rettorica (ROMG vol. 73 f. 25)

Maggio 1753 – Capitolo Generale: Primo Reggente del Collegio di Napoli (ROMG vol. 73 f. 10)

14 agosto 1756 – Definitore perpetuo (ROMG vol. 73 f. 267)

9 maggio 1757 – Visitatore delle Fraternità del Terz’Ordine della città di Napoli (ROMG vol. 73 f. 384)

29 aprile 1760 – Maestro dei novizi (ROMG vol. 74 f. 28)

Giugno 1763 – Guardiano del Convento “San Lorenzo” di Napoli (ROMG vol. 74 f. 93)

Maggio 1765 – Capitolo Generale: Segretario Generale dell’Ordine

1° marzo 1766 – Cronista e Storiografo generale dell’Ordine (ROMG vol.  75 f. 11)

Aprile 1766 – Ministro Provinciale della Provincia (ROMG vol. 75 f. 13)

14 maggio 1769 – Prefetto degli studi in S. Lorenzo (ROMG vol. 75 f. 67)

Febbraio 1775 – Bibliotecario del Convento “San Lorenzo” di Napoli (ROMG vol. 76 f. 67) e Guardiano (ROMG vol. 76 f. 72), riconfermato nel maggio 1776 sino al 1778 (ROMG vol. 76 f. 94) e dal 1778 a luglio 1780 riprese l’incarico di Bibliotecario del medesimo Convento.

18 luglio 1780 – Preconizzato a Vescovo di Lucera, ma non fu consacrato per il veto posto dal Re che attribuiva a sé il diritto di nomina (ROMG vol. 78 f. 55)

25 marzo 1789 – Morì quasi settantenne nel Convento “San Lorenzo” in Napoli:

«Il giorno 1º aprile 1789. Poiché il P. M. Giuseppe Maria Rugilo, già Provinciale della Provincia di Napoli, già Assistente Generale dell’Ordine e vescovo eletto di Lucera in Puglia, non fu tuttavia mai consacrato a causa dei dissidi tra la Santa Sede e la Real Maestà riguardo al diritto di nomina a quel vescovado, nel convento di San Lorenzo a Napoli il giorno 25 del mese scorso di aprile (deve dirsi marzo) ha chiuso l’ultimo giorno con il cordoglio di tutti gli uomini di bene, vengono spedite a tutti i Ministri Provinciali lettere circolari, nelle quali vengono lodate la sua virtù e la sua dottrina, e sono prescritti i suffragi dovuti dagli ex-Assistenti Generali» (ROMG vol. 79).

 

FR. JOSEPH RUGILO ORD. MIN. CONVENT. LIBRIS EDITIS OMI OPVS
QVE VIRTVTIBVS CLARIS ECCLÆ LVCER. A PIO VI EPVS DESIGNATVS
SED NON INAVGVRATVS EAM TANTVM ADHINISTRAVIT
OBIT NEAP. AN 1787 AET. SVÆ ILXV

FR[ATER] JOSEPH RUGILO, ORD[INIS] MIN[ORVM] CONVENT[VALIVM]. LIBRIS EDITI OM[N]I[BVS] OPVS
QVE VIRTUTIBUS CLARIS, ECCLÆ[SIAE] LUCER[INAE] A PIO VI EP[ISCOP]US DESIGNATVS
SED NON INAVGURATVS EAM TANTUM ADMINISTRAVIT
OBIT NEAP[OLI] AN[NO] 1787 AET[ATIS] SVÆ ILXV

Frate Giuseppe Rugilo, dell’Ordine dei Minori Conventuali, celebre per i libri pubblicati
per tutte le virtù illustri, fu designato Vescovo della Chiesa di Lucera da Pio VI
ma non fu consacrato la amministrò soltanto
morì a Napoli anno 1787 età di 65 anni

La datazione del ritratto risulta in evidente contrasto con le notizie biografiche documentate. L’iscrizione reca infatti la data “OBIT NEAP.[OLI] AN 1787 AET.[ATIS] SVÆ ILXV (65)”, che appare manifestamente errata. Inoltre, “1787” è una correzione successiva del “5” trasformato in “8”, a causa di un errore del pittore o di una trasmissione testuale inesatta.

 

Ritratto: Frater GIUSEPPE M. RUGILO, Ordinis Minorum Conventualium (olio su tela 101 x 73 cm, inizi XIX sec., Museo Diocesano del Palazzo vescovile di Lucera), fotografia di Raffaele Battista, in A. Antonetti, G. D’Antino, W.V.M. Di Pierro, M. Monaco, I Vescovi di Lucera. Profili Biografici, araldica e genealogia, Fasano (BR), Schena, 2023, p. 256.

 

1. L’unica informazione disponibile ci è fornita da D. Sparacio, il quale riporta che Rugilo morì il «25 marzo 1789, quasi settantenne» (Domenico SPARACIO, Gli studi di storia e i minori conventuali, in “Miscellanea francescana” XX fasc. V-VI (1919) p. 111a).

2. Giuseppe ABATE, Series Episcoporum ex Ordine Fratrum Minorum Convonventualium assumptorum ab anno 1541 ad anno 1930, in “Miscellanea Francescana” XXXII fasc. I (1932) p. 18a. G. ABATE specifica nell’introduzione: «ci avvarremo del lavoro del nostro chiarissimo P. M. Conrado Eubel, […] che dapprima trattò di quei Frati Minori che furono eletti o nominati a prelature ecclesiastiche, ma non le ottennero» Giuseppe ABATE, Series Episcoporum ex Ordine Fratrum Minorum Convonventualium assumptorum ab anno 1541 ad anno 1930, in “Miscellanea Francescana” XXXI fasc. I-II (1931) p. 103b.

3. Anche in Pio IANNELLI, Lo Studio Teologico OFMConv nel San Lorenzo Maggiore di Napoli. Cenni storici e Serie dei Reggenti, Lettori e Studenti (1482 – 1990). Guardiani del convento (1482 – 1990), Roma, Miscellanea Francescana, 1994, p. 185.

4. «La Consacrazione [episcopale] stessa che, secondo le norme prescritte dal Sacro Concilio di Trento, nella Sessione 23, capitolo 2 sulla Riforma, deve avvenire entro tre mesi, da calcolarsi dal giorno della tua Confermazione, deve essere da te ricevuta» (BENEDETTO XIV, Epistola In postremo, 20 oct. 1756, in P. GASPARRI, Codicis luris Canonici fontes, II, Typis Polyglottis Vaticanis, 1924, n. 442, p. 539): «Ai Vescovi delle Chiese Cattedrali, o di altre Chiese maggiori, qualunque sia il nome e il titolo con cui sono designate, anche se si tratta di Cardinali della Santa Romana Chiesa, se non avranno ricevuto la consacrazione entro tre mesi, saranno tenuti a restituire i frutti (ossia i redditi) percepiti. Se poi avranno trascurato di farlo entro lo stesso termine successivo, saranno ipso iure (cioè automaticamente, per diritto stesso) privati delle Chiese (a cui sono stati promossi). Quanto alla consacrazione, se avviene fuori della Curia Romana, si celebri nella Chiesa alla quale sono stati promossi, oppure nella Provincia, se comodamente sarà possibile» (Sacrosanctum Concilium Tridentinum cum citationibus ex utroque Testamento, jurisque Constitutionibus S.R.E., accessere indices maximè copiosi atque utiles, Patavii, apud Joannem Manfrè, 1738, p. 128).

5. ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Cappellania Maggiore. Diversi vol. 901 pag. 264, cit. in Alessandro CUTOLO, Una questione giurisdizionale tra Napoli e la Santa Sede nel 1776, pp. 46-47, in Atti della Accademia Pontaniana, vol LX (serie II vol XXXV), Napoli, Ospedale Psichiatrico Provinciale “Leonardo Bianchi, 1930, nota 4 pp. 46-47.

6. Domenico SPARACIO, Gli studi di storia e i minori conventuali, in “Miscellanea francescana” XX fasc. V-VI (1919) p. 111a.

7. Pio IANNELLI, Lo Studio Teologico OFMConv nel San Lorenzo Maggiore di Napoli. Cenni storici e Serie dei Reggenti, Lettori e Studenti (1482 – 1990). Guardiani del convento (1482 – 1990), Roma, Miscellanea Francescana, 1994, p. 185-186.

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *